Palazzi
Palazzo Reale

Appellativo derivatogli dai Savoia, venuti in possesso dell'edificio (1643-55) nel 1824. Ed è degna in tutto e per tutto di una reggia lo spettacolo al di là del portale d'ingresso, definito dall'intervento di Carlo Fontana (1705): con i prospetti laterali, dipinti a vivaci colori, che cingono il cortile d'onore. Sullo sfond, oltre un fornice a tre arcate, un giardino pensile affacciato al mare, con un pavimento a mosaico di ciottoli dicromi recuperato dal demolito monastero delle Turchine. Lo scalone di sinistra sale al nobile piano, che accoglie la Galleria nazionale di palazzo Reale. Affreschi seicenteschi e raffinati arredi dei sec. XVIII-XIX fanno cornice a importanti opere d'arte: connubio particolarmente felice nella fastosa galleria degli Specchi, dove spiccano quattro statue di Filippo Parodi e un gruppo marmoreo eseguito da Francesco Schiaffino. La sala delle udienze accoglie, invece, due dipinti di gran pregio quali il ritratto di Prosperina di Valerio Castello e il ritratto di Caterina Durazzo, a firma di Antonie Van Dyck: autore anche del crocefisso custodito nella camera da letto del Re. Seguono, nella sala successiva, due tavole di scuola fiamminga, opera del cosiddetto Maestro dell'Adorazione dei Magi di Torino. Senza dimenticare le sete, dipinte da Giovanni Francesco Romanelli a imitazione di arazzi, alle pareti della sala della Pace.