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Parco Durazzo Pallavicini
E' certamente il treno il mezzo più comodo per recarsi a visitare il magnifico giardino della settecentesca Villa Pallavicini, sistemato nel 1840-46 dall'eclettico Michele Canzio. Che tracciò sui suoi 97 mila metri quadrati un itinerario organizzato secondo una trama teatrale, con il visitatore al tempo stesso spettatore e protagonista: in una dimensione a metà tra fiabesco e filosofico sottolineata da quegli elementi paesaggistici e architettonici (tempietti, grotte, arco di trionfo, pagoda e ponticello, chiosco turco) tanto cari alla cultura romantica. All'interno della villa è sistemato il Museo civico di Archeologia ligure. Le raccolte in mostra spaziano dal paleolitico all'età romana: straordinario valore rivestono le sepolture preistoriche del giovane principe delle arene candide, datata a circa 20 000 anni fa, con un ricchissimo corredo funerario, e del bambino con mantellina di code di scoiattolo, riferibile al primo neolitico. È in caratteri etruschi l'iscrizione sulla statua-stele della lunigiana rinvenuta a Zignano, in provincia della Spezia; mentre proviene dal passo della Bocchetta la tavola di Polcevera, con una sentenza del Senato romano sulla controversia territoriale tra Genova e la tribù dei Vituri Langenses. Due sale dell'esposizione sono riservate alla collezione del principe Ottone di Savoia, comprensiva di numerosi oggetti rinvenuti nelle necropoli di Cuma e Capua.