|
Farina, olio di oliva, sale, acqua e crescenza freschissima. Questa la formula magica della focaccia al formaggio di Recco, fiore all'occhiello di una scena gastronomica tra le più ricche dell'intera Liguria. Secondo la tradizione, le origini della fortunata ricetta affondano nei secoli XVI-XVII, che videro la cittadina rivieresca fatta oggetto di ripetute incursioni da parte dei pirati saraceni. Allertati con alcuni colpi a salve dalla guarnigione di stanza nell'abitato, donne , bambini e anziani cercavano rifugio sulle colline, portandosi dietro un po' di farina, sale e olio. Ingredienti che venivano impastati utilizzando l'acqua dei torrenti; sale e olio servivano anche come merce di scambio, per ottenere dai pastori qualche forma di formaggio. Questo, tagliato a pezzetti. Veniva appoggiato sopra un sottile strato di pasta; il tutto era poi ricoperto con un altra sfoglia, con l'aggiunta di qualche goccia d'olio e di un pizzico di sale. Ultima operazione prima della cottura, l'apertura di alcuni fori sull'impasto, cosi da permettere lo sfiato dell'umidità prodotta dalla pasta e dal formaggio. A questo punto la fugassa veniva adagiata su una lastra di ardesia lasciata scaldare sopra la brace: pochi minuti di cottura e si poteva gustare un piatto semplice e gustose che, nato per far fronte a una situazione di emergenza, sarebbe divenuto una specialità assai rinomata anche fuori dai confini italiani.
|